Come crescere in coppia nell’eterna danza tra me e il partner

Come crescere in coppia nell’eterna danza

“per amarti ho bisogno di me … per amarmi ho bisogno di te”

(Walter Colesso, Consulente e Terapeuta di Coppia e Famiglia)

 

Quando ci si innamora cadono tutte le barriere e le distanze che ci distinguono dall’amato. Gli innamorati vivono in un modo tutto loro. La distanza dall’altro si abbatte e tutto ciò che è non fa parte della loro unione finisce immediatamente sullo sfondo. I due diventano una cosa sola e si isolano dal mondo in un misto di eccitazione e voglia di scoprire e essere scoperti. E’ una condizione che umanamente non è sostenibile a lungo. Prima o poi uno dei due sente la necessità di prendere quel minimo di distanza ed energia dall’amato per poter ritornare in quel mondo che sta fuori dalla coppia. Ma non è così semplice. Perché mettere fine ad un paradiso? E comincia quella danza di allontanamenti e avvicinamenti, fatte di richieste di spazio per sé, arrabbiature, gelosie, recriminazioni, ma anche di ritorni, sensi di colpa, fino all’accettazione delle nuove distanze e dei nuovi equilibri. Ma tutto questo ha un costo tra le gioie e i dolori, tra inferni e paradisi. Se la coppia riesce a superare questi passaggi, diventa più forte e coesa, in una crescita che non consiste nell’omologarsi e diventare uguali, ma nell’accettare le distanze e le differenze.

Chi lavora con le coppie riconosce un ripetersi di fasi nello loro sviluppo: al primo momento simbiotico, quello dell’innamoramento, quello in cui i due sono talmente vicini che sono quasi una cosa sola, segue un progressivo allontanamento e centratura, su se stessi e i propri interessi, sperimentandosi nella ricerca di nuovi equilibri con il partner attraverso continue crisi e ricostruzioni.

  1. Noi due siamo una cosa sola!
  2. Non posso vivere con te, ma non posso vivere senza te!
  3. Non mi lasciare!
  4. Cambierò se cambierai
  5. Lasciami solo!
  6. Voglio essere me stesso!
  7. Mi allontano da te e mi avvicino a te!
  8. … Ritorno da te.

 

E’ una danza senza fine, che può essere fatto solo in due, non basta l’impegno e la volontà di uno solo. Forse l’amore alla fin fine è accettare ogni giorno questa sfida quotidiana di avvicinarsi e allontanarsi, … tra il sé e l’altro.

 

 

Bader, E., Pearson, P. T. (2012). In Quest of the Mythical Mate. A Developmental Approach to Diagnosis and Treatment in Couples Therapy. New York: Routledge.

Cusinato, M., Colesso, W. (2008). Validation of the Continuum of Likeness in Intimate Relationships. In L. L’Abate (Ed.), Toward a science of clinical psychology: Laboratory evaluations and interventions (pp. 337-352). New York: Nova Science Publisher.

 

©WalterColesso