Come devo comportarmi con i figli del mio partner? Step-parenting

Come devo comportarmi con il figlio del mio partner?

Genitorialità e Famiglie ricomposte, step-parenting

(dott. Walter Colesso – S@R)

(verificate con il Questionario Interazione Figlio-Genitore, il vostro modello relazionale)

 

Questa è la prima domanda che solitamente assale colui che entra nella famiglia del partner, quando si inizia la convivenza con lui e i suoi figli.

State entrando in un sistema dinamico complesso

L’avvio di una famiglia ricomposta diventa l’opportunità di costruire nuove relazioni con i bambini/ragazzi del partner, … e come ogni relazione si costruiscono nell’incontro tra due persone!! Da una parte ci siete voi con le vostre più buone intenzioni, e dall’altra c’è un giovane che ha due genitori separati, con i quali sta mantenendo un suo rapporto figlio-genitore, e che si porta con sé un proprio vissuto della separazione. Nel contesto ci sono poi i genitori del ragazzo/a che avranno delle loro specifiche aspettative nei vostri confronti. Lo spazio in cui costruire la relazione con i ragazzi è quindi influenzato da molti fattori.

… Quindi il primo comportamento da agire è … accogliere le possibilità e gli spazi che tali ragazzi e il sistema famiglia vi concede, aspettando i loro tempi e le loro disponibilità. State entrando in un sistema complesso che non potete non influenzare e che cercherà di riassestarsi in un nuovo equilibrio.

Quali modalità relazionali potranno svilupparsi nel corso del tempo con i figli del vostro partner?

Recentemente alcuni ricercatori americani (Jensen, 2009)* hanno intervistato 1200 adolescenti che vivevano la condizione di separazione dei genitori e la convivenza con un genitore (nella maggior parte dei casi la madre) e il suo partner. La ricerca ha evidenziato quattro possibili modi di relazione figli – padrini.

Il modello orientato alla Scuola è stato quello prevalente tra gli intervistati, secondo cui giovani e patrigni si impegnano soprattutto in conversazioni sul lavoro scolastico, sui voti e sulle altre attività scolastiche. Le dinamiche relazionali di questo modello sembrano riflettere, gli stili di “amicizia” e “di supporto” con patrigni e matrigne convinti che debbano stabilire un rapporto di amicizia e accettazione con i figli della compagna, piuttosto che esercitare un’azione di autorità. (Crohn, 2006; Crosbie-Burnett & Giles-Sims, 1994; Erera-Weatherley, 1996).

Il modello di interazione casuale risulta essere il secondo più frequente: i giovani e i loro patrigni mettono poco impegno per interagire in contesti ricreativi, in scambi personali ed educativi. In questo modello i figli sono più impegnati con il genitore non residente. Il ruolo del patrigno con il ragazzo risulta ambiguo, coerente con uno stile relazionale incerto, ambivalente e confuso (Erera-Weatherley, 1996), anche se permane una minima ricerca dell’interazione.

Il modello inattivo emerge come il terzo tipo più comune nel campione studiato: i giovani non riportano alcun legame nella relazione con i loro patrigni nei possibili campi di interazione, mentre mantengono un forte coinvolgimento con il genitore non residente e sembrano disimpegnati rispetto le relazioni familiari residenti. Nel complesso, il modello inattivo appare coerente con gli stili di distacco o disimpegno (Crohn, 2006; Crosbie-Burnett & Giles-Sims, 1994; Erera-Weatherley, 1996) e potrebbe riflettere un non cercare affinità con i compagni dei propri genitori (Ganong et al., 1999).

Il modello flessibile e coinvolto risulta il meno diffuso ed è caratterizzato dalla relazione ragazzo-patrigno ove entrambi sono molto coinvolti e impegnati in tutti i possibili campi di interazione: con entrambi un elevato coinvolgimento nella relazione ragazzi-patrigni e un impegno in tutte le interazioni possibili (scolastico, educativo, ricreativo, personale). Nel complesso, tale modello appare più congruente con lo “stile genitore dalla nascita” dello step-parenting (Erera-Weatherley, 1996) e con una continua ricerca di affinità con il compagno della madre e della sua inclusione nella rete relazionale (Ganong et al., 1999; Ganong & Coleman, 2017; Gross, 1987).

Quale modello relazionale figli-patrigno costruire?

Sebbene tale modello possa sembrare ottimale, è stato il modello meno frequente tra le famiglie ricomposte studiate. Pertanto, sembra irragionevole aspettarsi che tutti i patrigni possano o debbano sentirsi in obbligo di impegnarsi con i giovani secondo questo modello. Verrà a costituirsi quel modello che le dinamiche del più ampio sistema familiare permetteranno.

Qual’è il vostro modello relazionale?

Rispondi alle domande di questo questionario e ne ricaverai un profilo orientativo.

Questionario Interazioni figlio-genitore

(step-parenting)

Indica (1 = Sì, 0 = No) se nelle ultime 4 settimane ti sei impegnato con tuo figlio nelle seguenti attività relative all’ambito ricreativo, personale, educativo e scolastico:

(1) fare shopping ___

(2) praticare uno sport ___

(3) andare ad una funzione religiosa o ad un evento legato alla chiesa ___

(4) parlare di qualcuno con cui sono usciti o di una festa a cui hanno partecipato ___

(5) andare a vedere un film / spettacolo / museo / o concerto / evento sportivo ___

(6) parlare di un problema personale che sta emergendo ___

(7) avere una seria discussione sul loro comportamento ___

(8) parlare del lavoro scolastico o dei voti ___

(9) lavorare su un progetto per la scuola ___

(10) parlare di cose che si stanno facendo a scuola ___

*T. M. Jensen (2019). A Typology of Interactional Patterns Between Youth and Their Stepfathers: Associations with Family Relationship Quality and Youth Well-Being. Family Process, Vol. 58, No. 2.

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Se sentite il bisogno di ulteriori chiarimenti, oppure desiderate condividere l’esito delle riflessioni suggerite, sentitevi liberi di scrivermi al seguente indirizzo mail:

psicologo@waltercolesso.it

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